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:: ONU - XX Assemblea Generale (1965): |
La
XX Assemblea Generale dell’ONU (1965)
dichiara "la legittimità della
lotta da parte dei popoli sotto
oppressione coloniale, per esercitare il
loro diritto all' autodeter-
minazione e
all'indipendenza".
Inoltre, l'Assemblea invita "tutti
gli Stati a fornire assistenza morale e
materiale ai movimenti di liberazione
nazionale nei territori coloniali". |
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:: ONU
- Risoluzione 1514 |
"L'Assemblea
Generale dichiara che: la soggezione dei
popoli a dominio straniero, conquista e
asservimento costituisce una negazione
dei diritti umani fondamentali, è
contraria alla Carta delle Nazioni Unite
ed è un impedimento alla promozione
della pace e della cooperazione mondiali.
Tutti i popoli hanno diritto
all' autodeter-
minazione; in virtù di
tale diritto essi devono liberamente
determinare il loro status politico e
liberamente perseguire il loro sviluppo
economico, sociale e culturale". |
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:: Convenzione
di Ginevra, Protocollo Addizionale I
(1977): |
La lotta
armata può essere usata, come ultima
risorsa, come mezzo per esercitare il
diritto all' autodeter-
minazione. |
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:: Tribunale
penale internazionale |
In
base allo Statuto del Tribunale penale
internazionale, sono definiti “crimini
di guerra”:
(1) attacchi lanciati intenzionalmente
contro popolazione civili in quanto tali
o contro civili che non prendano
direttamente parte alle ostilità;
(4) attacchi lanciati intenzionalmente
nella consapevolezza che gli stessi
avranno come conseguenza la perdita di
vite umane tra la popolazione civile, e
lesioni a civili o danni a proprietà
civili ovvero danni diffusi duraturi e
gravi all’ambiente naturale che siano
manifestamente eccessivi rispetto all’insieme
dei concreti e diretti i vantaggi
militari previsti. |
:: Iraq anthem (click to listen)
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Ricordi da El Khiam, il carcere israeliano nel Libano del Sud
Enrico Campofreda |
È stato un Abu Ghraib ante litteram. Tra le sue mura sono passati migliaia di resistenti palestinesi, libanesi e semplici civili. Soggetti a sevizie e torture d’ogni genere. Ora Hezbollah l’ha trasformato in un luogo della memoria. Uscendo dal cubo rosso una scatola di ferro alta non più di cinquanta centimetri e profonda anche meno dove stava accucciato, spesso nudo, con le mani legate dietro la schiena e nelle orecchie le martellate che il giovane militare israeliano di guardia aveva l’ordine di cadenzare per ore, minuto dopo minuto - se la testa gli reggeva il "terrorista" poteva guardare l’orizzonte, verso la Palestina soggiogata. È la prigione di El Khiam, Libano del sud, che dalla liberazione del maggio 2000 un cartello avverte essere aperta. Aperta per le visite, malgrado durante la guerra dei 34 giorni del 2006 l’aviazione israeliana, bombardando il luogo, abbia provato a cancellare le tracce della sua vergogna...
continua / continued [10602] [ 14-oct-2009 03:51 ECT ] |
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La sconfitta di Hosni all’UNESCO: una sconfitta del regime egiziano, non dell’Egitto
Abd al-Bari Atwan
La sconfitta del ministro egiziano della cultura, Farouk Hosni, nella competizione per la presidenza dell’UNESCO, di fronte alla candidata bulgara Irina Bokova è un’ulteriore conferma del declino della reputazione dei regimi arabi – e di quello egiziano in particolare – nel panorama internazionale, e della poca considerazione di cui tali regimi godono in tutti i settori, non solo quello culturale.... Dobbiamo riconoscere, peraltro, che noi stessi ci siamo trovati in imbarazzo mentre seguivamo la competizione per l’elezione del nuovo presidente dell’UNESCO, e siamo stati colti da sentimenti contrastanti, ed a volte da vero e proprio sconcerto. Infatti, Farouk Hosni ha certamente una storia di opposizione alla normalizzazione culturale con Israele, di sostegno alla questione palestinese, e di critica all’occupazione ed ai massacri israeliani ai danni del popolo palestinese – basti dire che egli non si era mai recato in visita a Tel Aviv, malgrado le grandi pressioni esercitate nei suoi confronti in questo senso. Egli tuttavia – e lo diciamo con grande dispiacere – ha rinnegato le proprie posizioni, chiedendo scusa in maniera umiliante per averle adottate in passato , nella speranza di ottenere questa carica internazionale...
continua / continued [10578] [ 27-sep-2009 03:01 ECT ] |
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Influenza suina e furore cospirazionista
Gianluca Bifolchi, Mappe di subecumene |
...Ritorno su questo argomento per via delle tante persone nella galassia della dissidenza politica italiana che sono troppo intelligenti per credere alle panzane complottiste, abbastanza oneste da non far finta di crederci (come pure accade), ma senza la spina dorsale per trattare i cospirazionisti come meritano. Credo per non inimicarsi un bacino di potenziali lettori dei loro articoli e dei loro libri. L’Italia è un paese culturalmente povero, e questo è evidente anche analizzando la dissidenza politica. Se si escludono i soggetti iperideologizzati e la demenza cospirazionista (con la sua innata ambiguità politica), rimane poco. Non credo che gli atteggiamenti tratti dai manuali di pubbliche relazioni, che insegnano a non inimicarsi nessuno, siano quello di cui abbiamo bisogno in questo momento. Credo che ci voglia franchezza e limpidezza, anche perchè spesso i cosiddetti debunker difendono posizioni politicamente conformiste, e lasciando a loro il monopolio del contrasto al cospirazionismo si finisce per dare indirettamente prestigio a quest’ultimo in ambienti di opposizione. Farò la mia parte di lavoro, per ciò che rientra nelle mie possibilità. Insisterò su questa faccenda dei vaccini, e se avrò il tempo e la pazienza mi occuperò anche di altre bubbole come il signoraggio...
continua / continued [10577] [ 27-sep-2009 02:37 ECT ] |
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Zeitgeist
Abolrish
....Ci sono sondaggi di buontemponi che dicono di aver fatto 1000 telefonate a Teheran e che Ahmadinejad avrebbe la maggioranza dei consensi. Vi dico una cosa: vivessi in Iran e squillasse il telefono a chiedermi se approvo l'operato di Ahmadinejad, IO direi di sì! Che ne so chi c'è dall'altra parte? Non voglio certo rischiare di finire nel braccio 209 di Evin a confessare che sono l'amante segreto di Golda Meyr. Mi meraviglia che non abbiano risposto sì all'unanimità! Solo un completo idiota farebbe un sondaggio del genere. Quindi, tornando a noi, tirando le somme, e disinteressandoci dei numeri e delle percentuali, da una parte abbiamo una folla enorme, decisa, compatta. Dall'altra abbiamo forse persino una maggioranza, ma di indecisi, di gente disunita, piena di dubbi...
continua / continued [10550] [ 22-sep-2009 08:10 ECT ] |
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“Perchè ho lanciato quella scarpa” – parla il giornalista iracheno che prese di mira Bush
Muntazer al-Zaidi |
Sono libero. Ma il mio paese è ancora "prigioniero di guerra". Si è parlato molto dell’azione e della persona che l’ha commessa, dell’eroe e dell’atto eroico, del simbolo e dell’atto simbolico da lui compiuto. Ma io rispondo semplicemente: ciò che mi ha spinto ad agire è l’ingiustizia che ha colpito la mia gente, e il modo in cui l’occupazione ha voluto umiliare la mia madrepatria schiacciandola sotto il proprio stivale. Negli ultimi anni, più di un milione di persone innocenti sono cadute sotto i proiettili dell’occupazione, e l’Iraq è ora riempito da più di cinque milioni di orfani, un milione di vedove e centinaia di migliaia di mutilati. Molti milioni di persone sono senza tetto, all’interno del paese o all’estero. Eravamo un paese in cui l’arabo divideva il suo pane quotidiano con il turkmeno, il curdo, l’assiro, il sabeo, e lo yazide. E lo sciita pregava accanto al sunnita. Ed il musulmano celebrava con il cristiano la nascita di Cristo. Tutto questo, sebbene avessimo condiviso la fame e le sanzioni per più di un decennio...
continua / continued [10545] [ 22-sep-2009 07:18 ECT ] |
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IL MANUALE DELLA PROPAGANDA GLOBALE DELLA LOBBY ISRAELIANA
DI PAUL J. BALLES
Più di 50 anni fa, Vance Packard scosse il mondo commerciale con la pubblicazione del suo libro The Hidden Persuaders (I Persuasori Nascosti, ndt). E' stata, come sostiene la copertina del libro, "una rivelante, spesso scioccante spiegazione di nuove tecniche di ricerca e di metodi di persuasione". Packard rivelò: "Se la gente non sapeva scegliere ragionevolmente, pensavano i marketers, doveva essere aiutata a scegliere irragionevolmente, in modo semplice, caldo ed emozionante". Gran parte del successo del merchandising, secondo Packard, "...si impernia, in larga misura, sul manipolare o sull’affrontare con successo i nostri sensi di colpa, paure, ansie, ostilità, sentimenti di solitudine, tensioni interne"...
continua / continued [10539] [ 21-sep-2009 07:20 ECT ] |
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“L’imboccai come fosse un uccellino.”
di Amira Hass |
Dopo otto mesi dacché i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) avevano ucciso Atiyeh Samouni, di 46 anni, e suo figlio Ahmed, di 4 anni, nella loro casa nel quartiere Zeitoun di Gaza City, i reparti operativi dell’esercito stanno ancora esaminando l’incidente. In un rapporto, l’Ufficio del portavoce dell’IDF ha dichiarato: "La procedura dell’inchiesta è complessa in quanto coinvolge un gran numero di fattori, che richiedono naturalmente del tempo."...Ufficiali dell’esercito, che insistono sull’anonimato, insinuano che sia stata proprio la richiesta di informazioni fatta ad aprile da B’Tselem a costringere l’IDF a prendere in esame l’episodio e non i numerosi articoli dei mezzi di stampa sullo stesso fatto. Anche altri 21 membri della stessa famiglia allargata, tra i quali 9 bambini di età compresa tra 6 mesi e 16 anni, rimasero uccisi quando l’IDF bombardò una struttura nella quale i soldati li avevano ammassati il giorno prima...
continua / continued [10528] [ 21-sep-2009 05:24 ECT ] |
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Intervista a Jeff Halper (1).
Vichi, Palestina Libera!
Quella che segue è la prima parte dell'intervista che Lorenzo Galbiati ha fatto quest'estate, via email, al pacifista israeliano Jeff Halper, candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2006 e unico israeliano presente nella spedizione del "Free Gaza Movement", che nel 2008 ha rotto per la prima volta il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza. E' un'intervista interessante che tratta di vari argomenti, di sionismo e antisionismo, razzismo e antisemitismo, apartheid e pulizia etnica, metodi non violenti e boicottaggio, soluzioni al conflitto israelo-palestinese, ed è per questo che ho acconsentito volentieri all'invito dell'autore a diffonderla...
continua / continued [10527] [ 21-sep-2009 05:18 ECT ] |
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Un’infrastruttura di terrorismo ebraico
Roi Maor e Dror Etkes
...Fin dal primo inizio dell’impresa della colonizzazione, più di quarant’anni fa, Israele ha espropriato le terre della West Bank secondo un metodo ben progettato, sistematico e violento. Le vittime di questo meccanismo perdono i loro campi coltivati ed in tal modo anche la possibilità di condurre una vita normale. La loro fonte di reddito è compromessa, tanto da portare spesso alla diffusione di povertà e stenti. Le operazioni in corso negli ultimi dieci anni, ad esempio, con le quali i coloni di Eli, a nord di Ramallah, hanno preso possesso di un certo numero di colline che circondano il nucleo coloniale originario, hanno compromesso seriamente la facoltà dei palestinesi dei villaggi vicini di Qaryut, Luban al-Sharqiyah e Al-Sawiyah di poter raggiungere le migliaia di dunum di terreno dei quali essi sono proprietari e dai quali dipendono per la loro sussistenza. Persino laddove hanno ancora una sia pur minima possibilità di accesso (solitamente per due o tre giorni all’anno, nel periodo della raccolta delle olive) i loro prodotti vengono rovinati, i contadini vengono aggrediti fisicamente ed essi sono semplicemente impossibilitati ad occuparsi in maniera adeguata dei loro raccolti...
continua / continued [10512] [ 18-sep-2009 04:13 ECT ] |
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Muntazer al-Zaidi: “Sono di nuovo libero, ma la mia patria è ancora prigioniera”
Ornella Sangiovanni |
Si è fatto nove mesi di carcere ma adesso è libero – e non è per nulla pentito. Muntazer al-Zaidi, il giornalista iracheno diventato famoso in tutto il mondo per aver lanciato le sue scarpe contro l'allora presidente Usa George W. Bush, in segno di protesta contro l’occupazione del suo Paese, oggi è stato rilasciato, in una Baghdad in festa... "Io sono di nuovo libero, ma la mia patria è ancora prigioniera", ha sottolineato il giornalista. Che aveva attorno al collo una sciarpa con i colori della bandiera irachena. Quanto ai motivi del suo gesto, che rivendica: "Ciò che volevo fare gettando le mie scarpe in faccia al criminale Bush era esprimere il mio rifiuto delle sue menzogne e dell’occupazione del mio Paese", ha detto Muntazer. "L’occupazione ci ha invasi con il pretesto della liberazione. Ha diviso fratelli, vicini, ha fatto delle nostre case tende funerarie senza fine, e delle nostre strade cimiteri", Il reporter iracheno ha raccontato di essere stato picchiato, frustato, torturato con scosse elettriche e finti annegamenti da parte sia di funzionari che di guardie carcerarie...
continua / continued [10511] [ 18-sep-2009 04:08 ECT ] |
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Campagna 2009 per la fornitura di un corredo scolastico ai Figli dei rapiti e profughi del KOSOVO METOHIJA
Associazione “SOS Yugoslavia - SOS Kosovo Metohija”- |
...continua l’impegno di SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Metohija, con una specifica campagna di solidarietà per i Figli dei Rapiti del Kosovo, all’interno del Progetto "SOS Kosovo Metohija". In collaborazione con l’Associazione Srecna Porodica (l’Associazione di donne profughe e vedove di guerra, con cui collaboriamo da anni), anche quest’anno lanciamo una sottoscrizione per fornire materiale scolastico ai bambini serbi e rom, figli dei rapiti e scomparsi del Kosovo, che fanno parte di Srecna Porodica. Aiutaci a contribuire all’acquisto di un corredo scolastico minimo per questi bambini, a cui la violenza criminale ha rapito e assassinato uno o entrambi i genitori, e che ora vivono come profughi in Serbia. Una situazione che riguarda circa 1.300 rapiti e scomparsi non albanesi dal giugno '99 in poi; la loro sorte rimane ignota per la burocrazia ma è evidente che il loro destino è stata la morte. La maggior parte di loro erano civili, giovani o padri di famiglia, con la sola colpa di appartenere a comunità non albanesi del Kosovo....
continua / continued [10504] [ 14-sep-2009 05:28 ECT ] |
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Come le milizie usano Internet per rintracciare, torturare ed uccidere i gay iracheni
Afif Sarhan and Jason Burke, The Observer |
Seduto per terra, con indosso abiti islamici tradizionali, Abu Hamizi, 22 anni, tiene il suo notebook sulle ginocchia e trascorre più di sei ore al giorno alla ricerca di chat-room su internet legate ai siti omosessuali. Non cerca nuovi amici, ma le sue vittime. "Questo è il sistema più semplice per scovare chi vuol distruggere la nostra reputazione, faticosamente creata durante i secoli", spiega Abu Himizi...L'omosessualità non era criminalizzata sotto Saddam Hussein - infatti l'Iraq negli anni '60 e '70 era noto per una relativa libertà dell'ambiente gay. La violenza contro gli omosessuali è cominciato nel periodo immediatamente successiva all'invasione del 2003. Dal 2004, secondo Ali Hali, presidente del LGBT iracheno, un gruppo per la difesa dei diritti umani con sede a Londra, complessivamente sono stati uccisi in Iraq 680 gay, di cui almeno 70 negli ultimi cinque mesi. Il gruppo crede che le cifre possano essere più elevate, poichè la maggior parte dei casi che riguardano uomini sposati non vengono denunciati...
continua / continued [10502] [ 14-sep-2009 03:12 ECT ] |
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